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Energia dall'acquedotto

Il Comune di Roncobello è diventato produttore di energia elettrica, che fornisce all'Enel. Sabato 2 dicembre 2006 è stata presentata ufficialmente alla comunità e alle autorità la centralina comunale, in sostanza una piccola «municipalizzata» per la produzione di corrente. Ma ci sono alcuni aspetti che fanno di questa iniziativa un qualcosa di nuovo. In prima battuta si punta a sfruttare economicamente una risorsa locale fortunatamente copiosa come l'acqua, e fin qui nulla di eclatante. Ma la novità autentica sta nel fatto che si è inserito l'impianto idroelettrico nell'ambito dell'acquedotto municipale. E questa è veramente una novità almeno nella nostra provincia dove stanno sorgendo piccoli impianti idroelettrici (in Valle Brembana ne è già attivo da anni uno a Carona e sono in via di ultimazione altri interventi a Valtorta, a Ornica ed a Moio de' Calvi, e uno è in costruzione a Valleve) ma tutti di iniziativa privata, pur se con ritorni economici dalla futura produzione di energia elettrica.

L'impianto di Roncobello - l'ultimo nato ma già attivo da un mese circa garantirà introiti significativi direttamente nelle casse comunali, una risorsa pienamente disponibile per le diverse esigenze del Comune. Tale risorsa - per inciso - è stimata tra i 100 e i 120 mila euro l'anno, che consentirà al Comune di ammortizzare in meno di un quinquennio il costo dell'impianto; poi sarà introito netto sul quale incideranno i costi di manutenzione, che per questi impianti sono molto contenuti. Dall'economia alla tecnica, che peraltro risulta parecchio innovativa, in primis in termini ambientali. Perché solitamente per il funzionamento di questi impianti si preleva la materia prima dai corsi d'acqua, con il rischio di depauperamento sia pur parziale dell'ambiente fluviale. Questo non avviene a Roncobello in quanto la turbina viene fatta girare con la forza dell'acqua dell'acquedotto comunale, già intubata per i bisogni idrici della comunità. L'idea nasce in amministrazione comunale nel 2000. Il sindaco Antonio Gervasoni spiega: «Un imprenditore privato propose la realizzazione di una centralina. Si sarebbe dovuto fare ricorso ai contributi previsti per le zone di Obbiettivo 2 per il finanziamento di opere per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, concessi dall'Unione europea tramite la Comunità montana di valle e la Regione, previa concessione della Provincia. Lo stesso privato però rinunciò ritenendo poco conveniente l'operazione per presunta inadeguatezza dei contributi pubblici». Sembrava che il sogno elettrico a Roncobello dovesse svanire, ma non per l'Amministrazione che aveva fiutato l'affare. «Nel frattempo - racconta Gervasoni - era emersa l'esigenza di sostituire la conduttura idrica ormai malandata. Un manufatto oggetto di dispersioni di portata idrica e vecchio di oltre quarant'anni che collega le sorgenti della Conca di Mezzeno, a quota 1.700, al bacino di raccolta e di distribuzione dell'acqua di via Sottocorna a Capovalle: quattro chilometri e mezzo di tubazione per cinquecento metri di dislivello. Avevamo poi saputo dell'dea dell'abbinamento dell'acquedotto alla centrale di produzione idroelettrica, concretizzata dal Comune di Borgo Valsugana, con il quale eravamo entrati in contatto». Dopo aver verificato la validità del progetto il Comune si è mosso per realizzarlo a sua volta in due tranches: l'acquedotto con una nuova conduttura per una spesa di 400 mila euro e quindi l'impianto di produzione elettrica con una spesa di 405 mila euro. Un totale di 805 mila euro, coperto al 50% da contributi dall'Unione europea con il concorso del Bim (Bacino imbrifero montano) e quindi con mutui contratti dal Comune facendo ricorso agli introiti derivanti dalla vendita all'Enel della produzione che viene stimata tra i 500 e i 600 Mlkw annui (la variazione produttiva dipende dalla quantità di acqua disponibile). Questo in sintesi il funzionamento dell'impianto: l'acqua arriva da Mezzeno alla centralina realizzata nel sopralzo del bacino idrico di via Sottocorna a Capovalle, nel quale è stato collocato l'impianto produttivo elettrico, fa girare la turbina e quindi torna nel ciclo della rete idrica per i rifornimenti domestici. Il tutto è automatizzato e controllato direttamente tramite un sistema informatico in municipio, dalla sorgente alla centralina e alla rete di distribuzione. Si è lavorato alla sostituzione della tubazione da Mezzeno a Capovalle dall'ottobre del 2004; la centralina è stata realizzata a partire dall'aprile di quest'anno ed è già in produzione.

Testo di Sergio Tiraboschi

 

Il sindaco:

«Trasferimenti ridotti, per il paese sarà un introito»

Roncobello «C'è un futuro economico parecchio grigio per i piccoli Comuni montani - osserva il sindaco di Roncobello, Antonio Gervasoni - perché i trasferimenti dagli enti superiori saranno sempre meno consistenti. Si dovrà fare sempre più frequentemente ricorso alla risorsa locale e alla fantasia amministrativa». La centralina di produzione di energia elettrica realizzata dal Comune è l'esempio lampante di questa politica del fai da te . «Roncobello è ricco di acqua e si è deciso di sfruttare questa risorsa - continua Gervasoni - abbinando la necessità ormai impellente del rinnovo dell'acquedotto con la realizzazione della centralina che ci garantirà per gli anni a venire e fino a un futuro molto lontano un introito certo a fronte di poche spese di manutenzione». Nell'operazione è stato trovato il coinvolgimento della comunità. «Sono state tenute assemblee - spiega il sindaco - per presentare il progetto, sottolineandone le garanzie tecniche e ambientali, ma prima ancora quelle igenico sanitarie che avevamo verificato con certificazione degli

enti responsabili in materia. Su tutte la purezza dell'acqua immessa in rete dopo l'uso idroelettrico. I controlli in questo primo mese di funzionamento dell'impianto sono stati assolutamente positivi e ci danno tranquillità».